TRENI LOCALI VOLANO DEL TURISMO

In Svizzera non ci sono rami secchi, i trenini di montagna sono un'attrazione, il mezzo per portare i visitatori nelle valli più remote. L'opposto dell'Italia, dove una politica suicida ha dismesso 6650 km di ferrovie minori disperdendo un patrimonio.

I treni locali, su rotaia o cremagliera, sono la chiave del successo del turismo in Svizzera. Un Paese in cui non esistono linee ferroviarie dismesse, dove anzi i convogli rurali e di montagna sono da oltre un secolo il mezzo per rivalutare il territorio, per valorizzare le culture dei diversi cantoni, per collegare le aree più isolate della Confederazione, per contenere il traffico su gomma (rappresenta appena il 2,6% del trasporto pubblico) e per portare i visitatori nelle valli più sperdute. Qui i treni locali non sono considerati rami secchi come in Italia ma, oltre che un servizio pubblico per gli abitanti, sono una delle principali attrazioni turistiche.

SISTEMA INTEGRATO DI TRASPORTO

A fianco degli InterCity che collegano i principali centri svizzeri tra loro e a Italia, Francia, Austria e Germania, in un regime di libero mercato in cui - a fianco delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS) - operano e competono 54 società ferroviarie private, proprietarie di 2133 km di rete (su un totale di 5124 km). Compagnie pubbliche e private sono integrate nel Swiss Travel System insieme con 24 compagnie di navigazione (lacustre e fluviale), 800 linee di auto-postali che collegano anche i paesini di montagna più remoti e con 75 aziende di trasporti urbani. Una rete capillare a cui i viaggiatori stranieri hanno accesso con un unico biglietto, che permette l'ingresso gratuito anche nei 470 musei elvetici. Una lungimirante politica del trasporto pubblico visto come volano del turismo.

IN ITALIA UNA POLITICA FERROVIARIA SUICIDA

L'opposto delle scelte fatte in Italia, dove si sono privilegiate le redditizie linee principali investendo nell'alta velocità, dove sono stati abbandonati 6650 km di ferrovie locali disperdendo un patrimonio tecnologico e culturale, isolando e marginalizzando economicamente molte comunità montane e rurali. E il monopolista Treni Italia ha ostacolato con ogni mezzo l'ingresso di nuovi soggetti sul mercato, come nei casi Arenaways e Italo.

I TRENI DEI GHIACCIAI

Certo in Svizzera ci sono forti richiami su rotaia come le famose tratte panoramiche di alta montagna: il Glacier Express, il Bernina Express, il Golden Pass Line. E le linee di Jungfrau nell'Oberland Bernese. Come il Jungfraubahn, il trenino che tra spettacolari viste sulle vette di Eiger (3970 m), Mönch (4107 m) e Jungfrau (4158 m) sale verso la stazione ferroviaria più alta d’Europa a 3454 metri di quota. O la cremagliera che da Wilderswil scala i 1450 metri di dislivello - tra scorci sulla parete nord dello Jungfrau - che la separano dallo Schynige Platte, dove si visita un giardino botanico di piante alpine. Fu a Jungfrau che, nel 1871, grazie all’invenzione della cremagliera, Adolf Guyer-Zeller costruì la prima ferrovia di montagna del mondo, la Vitznau-Rigi.

I TRENI SVIZZERI DANNO I NUMERI

La Svizzera ha il primato mondiale di percorrenza ferroviaria pro capite: 2310 km (seguita da Danimarca con 1804 km e Francia con 1338 km. La linea Zurigo-Altstetten ha la maggiore densità ferroviaria del mondo con 2050 treni al giorno. La densità di traffico delle FFS (trasporto persone e merci) è di 151 convogli per km di rete al giorno. La rete ferroviaria complessiva (5124 km) comprende 12 cremagliere di montagna, tra cui la più lunga d’Europa (la Wengernalpbahn Wab nello Jungfrau, 19,2 km) e la più ripida del mondo (la Pilatusbahn Alpnachstad-Pilatus nel cantone di Lucerna, pendenza 48%). Il sistema FFS conta di 807 stazioni, 303 tunnel, 6054 ponti e una puntualità di arrivo dell’89,8% dei passeggeri.

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