SULLE ORME DEL CHE IN AMERICA LATINA

A 50 anni dalla morte dalla morte di un'icona universale della controcultura tracciamo un itinerario - tra Argentina, Cuba e Bolivia - sui luoghi dove ha vissuto e lottato Ernesto Che Guevara.

Cinquant'anni fa, il 9 ottobre 1967, Ernesto Che Guevara veniva ucciso a 39 anni in Bolivia. Il giorno prima, circondato dall'esercito boliviano col suo piccolo gruppo di guerriglieri, fu ferito durante uno scontro a fuoco e trasferito nella scuola di La Higuera dove, dopo torture e un infruttuoso interrogatorio, fu assassinato. Nel 1968 il suo Diario del Che in Bolivia, tradotto in tutte le lingue, fu un best seller. Il guerrigliero divenne un'icona, un mito universale. Tutta la sua vita ebbe però come scenario l'America Latina. Dopo la laurea in medicina, Ernesto Guevara iniziò a esplorare il continente, durante quei lunghi viaggi, dalla Bolivia al Guatemala, si guadagnò il soprannome di Che per il frequente intercalare questo monosillabo nella sua parlata argentina.

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IN ARGENTINA

Nel 1950 lasciò Buenos Aires dove aveva vissuto il periodo universitario nel quartiere residenziale di Palermo: la casa in cui abitò fu demolita molto tempo fa. Nella capitale si visita il Museo Ernesto Che Guevara in Rojas 129, vicino al Parque Rivadavia, non un vero museo ma un negozio aperto nel 1996 con foto e manufatti legati alla storia del Che. Davanti alla bottega-museo c'è una statua a grandezza naturale del famoso rivoluzionario. É stata invece trasformata nel Museo Casa de Ernesto Che Guevara l'abitazione in cui trascorse infanzia e adolescenza ad Alta Gracia, una cittadina 30 chilometri a sud di Córdoba. Dieci stanze con foto ed effetti personali del guerrigliero. Una copia della moto con cui nel 1951 - insieme ad Alberto Granado - attraversò per la prima volta il Sudamerica: il viaggio da cui nel 2004 Walter Selles trasse il film I diari della motocicletta. E uno schermo su cui viene proiettato un filmato sulla sua vita. Si trova in Avellaneda 501, vicino a plaza Carlos Pellegrini.

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A CUBA

Ci sono molte più tracce del Che a Cuba. Santa Clara è la città più legata alle imprese e al mito di Guevara. Situata al centro dell’isola, era un centro coloniale fondato nel 1689 dai coltivatori di canna da zucchero. Fu arricchito nell’Ottocento con preziosi edifici come il Teatro La Caridad, il Palacio Provincial e l’Hotel Santa Clara Libre. Fu qui che a fine dicembre del 1958 il Che diede la svolta che portò Fidel Castro e i suoi barbudos al potere. A Santa Clara, fulcro logistico e punto strategico per la conquista di L’Avana,  la battaglia infuriava da quatto giorni, i soldati del dittatore Batista, arroccati nell’Hotel Santa Clara, stavano per soccombere. In loro rinforzo dalla capitale era in arrivo un treno carico di truppe fresche, armi e munizioni. Il Che con una manovra diversiva fece deragliare il convoglio sulla collina di El Capiro. Grazie a quest’azione l’esercito di Batista fu sbaragliato e in pochi giorni, il 1 gennaio 1959, gli insorti conquistarono la capitale. Tre vagoni di quel treno formano il Monumento al Tren Blindado: ospita una mostra con foto e oggetti della rivoluzione cubana, si trova sulla Carretera de Camajuani a 7 chilometri da Santa Clara. Alla periferia della città è stato invece costruito il Mausoleo del Che. Una grande statua del rivoluzionario domina un blocco scultoreo rivestito di bassorilievi sulle sue gesta. Un museo racconta la sua vita attraverso oggetti, foto d’epoca, lettere, armi, pagine del famoso Diario e la più varia memorabilia. E un cenotafio ospita le sue spoglie (portate dalla Bolivia) insieme a quelle di altri guerriglieri.

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Memorie del Che si trovano anche a L'Avana. Al Museo de la Revolución, nell'ex palazzo presidenziale, dove - a fianco di armi e manufatti - ci sono foto dell'evento storico in cui è ritratto anche Ernesto. E in Plaza de la Revolución, quella degli interminabili discorsi di Fidel Castro, dominata dal più elegante monumento a Che Guevara, il cui volto è stilizzato con il ferro sopra la scritta 'Hasta la victoria siempre'.

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IN BOLIVIA

Infine in Bolivia, nei luoghi dove il Che tentò la sua ultima impresa. Detto il Tibet del Sudamerica per le vette andine che superano i 6000 metri, ha  paesaggi che spaziano da altopiani innevati a giungle tropicali, da savane a laghi d’alta quota, dalla foresta amazzonica ai deserti di sale. Guevara ci  arrivò nel 1966 per esportare la rivoluzione nel Paese più povero dell’America Latina. Iniziò con un piccolo gruppo azioni di guerriglia nella selva a nord di Santa Cruz. A Samaipata, una bella località di montagna vinse l’unica battaglia contro l'esercito boliviano. A quattro ore di bus da qui, a La Higuera, fu ucciso il 9 ottobre del 1967. Ogni anno per la ricorrenza centinaia di persone raggiungono la località. Il suo corpo rimase nascosto per trent'anni sotto la pista di atterraggio della vicina Vallegrande, prima di essere traslato a Cuba. Nel punto in cui fu ucciso è stata eretto un monumento con il suo busto.

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Pubblicato su La Stampa il 18 maggio 2017


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27/09/2017