GALAPAGOS, MOLTIPLICATA LA RISERVA DELLA BIOSFERA

GALAPAGOS, MOLTIPLICATA LA RISERVA DELLA BIOSFERA

L'Unesco ha inglobato le acque marine nell'area protetta per evitare degrado dei fondali e rischio estinzione di alcune specie.

L'Unesco ha aumentato di quasi 20 volte la superficie della riserva della biosfera delle Galapagos: da 772.000 a 14,6 milioni di ettari comprendendo, oltre alle isole  (già area protetta) l'intera area marina dell'arcipelago. Intervento necessario per evitare il degrado e il pericolo di estinzione di diverse specie in una delle più singolari riserve faunistiche del Pianeta. Tra le cause del degrado dei fondali c'è la pesca con tecniche impattanti che danneggiano i banchi corallini: impiegano decenni a riformarsi.

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I DANNI PRODOTTI DALL'UOMO

Con l'intervento Unesco la pesca sarà vietata nell'arcipelago. Poi il sovrappopolamento umano con migliaia di immigrati illegali (le Galapagos fanno parte dell'Ecuador, ma chiunque ha bisogno di un permesso per trasferirsi nell'arcipelago) attratti dal boom dell'ecoturismo, con le conseguenza dell'esplosione di alcune città cresciute di 10 volte in 20 anni, della costruzione di hotel di lusso ad alto impatto ambientale come è avvenuto sull'isola di Santa Cruz, e del dilagare di campi agricoli nel parco nazionale.

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I PREDATORI

Grave anche l'arrivo di specie marine aliene predatrici: ne sono state classificate 48, alcune raggiungono queste isole del Pacifico dai Caraibi attraverso il canale di Panama. Tra le specie terrestri minacciate ci sono gli iguana, predati da cani e gatti introdotti dall'uomo.

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GLI EFFETTI DEL SURRISCALDAMENTO GLOBALE

Nella decisione dell'Unesco hanno influito anche i cambi climatici. Il surriscaldamento minaccia le tartarughe marine (galapagos in spagnolo) che danno il dome all'arcipelago: già decimate dai navigatori che le imbarcavano come scorta alimentare (sopravvivono a lungo senza acqua e cibo), ora sono minacciate dalla diminuzione delle alghe, di cui si nutrono, a causa dell'innalzamento della temperatura dell'oceano. Lo stesso fenomeno minaccia le sule dai piedi blu che si nutrono di sardine, sempre meno presenti per l'innalzamento della temperatura marina.

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30/07/2019