A TEXEL A VEDERE IL FALCO PESCATORE

Meta ornitologica, l’arcipelago è l’ultima regione selvaggia dell’Olanda

L’aria pungente del primo mattino trasporta uno strano vociare. È un branco di oche: saranno una cinquantina e avanzano compatte sulla strada principale di Den Burg, il capoluogo dell’isola di Texel. È domenica, le vie sono ancora deserte, le oche raggiungono il prato del parco che sorge al centro della cittadina. Si accovacciano sull’erba: il candore delle loro piume si stacca dal verde intenso del giardino, mentre continuano il loro concerto mattutino.

Una scena casuale? Non a Texel. La più grande, e al tempo stesso, la più vicina al continente, delle Isole Frisone è una delle principali riserve ornitologiche d’Europa. A Texel – come nelle meno popolate e più selvagge Vlieland, Terschelling, Ameland e Schiermonikoog – uomini e uccelli condividono campi, spiagge, dune e canali. La parte orientale dell’isola affacciata sul Waddenzee (il mare interno tra Frisone e terraferma) è la tipica campagna olandese, piatta e disseminata di fattorie con tetti di paglia spioventi. Nei polders, le terre strappate al mare, l’orizzonte è costituito da dighe, mulini a vento e mucche al pascolo. A differenza del resto dell’Olanda, a Texel il paesaggio non è stato però completamente ridisegnato dall’uomo. La lunga costa affacciata sul mare del nord offre un scenario diverso, più ruvido e spettinato. Con lunghe spiagge spazzate dal vento e protette da cordoni di dune, coperte da vegetazione tormentata e, a tratti interrotte da canali e acquitrini. È questo il regno degli uccelli: sull’isola sono state catalogate 300 specie di pennuti e ne nidificano più di 100. Sull’arenile s’incontrano decine di specie di volatili. Li si osserva facilmente a occhio nudo. Sulla battigia migliaia di beccacce di mare bucano la sabbia con il loro becco rosso e appuntito alla ricerca di gamberi, granchi e molluschi di cui sono ghiotte.

Al birdwatcher Texel offre molto più della spiaggia. Ci sono 19 riserve naturali, in molte si fanno visite guidate. Si arriva alla riserva di De Muy, nel nord-ovest dell’isola, accompagnati dal clamore dei gabbiani. Estesa attorno a un laghetto, è da non perdere perché vi nidifica la spatola (Platalea leucorodia): un uccello raro che si riproduce solo in due altre località europee. Le rive del lago pullulano di spatole, trampolieri con un becco lungo e piatto da cui prendono il nome. Si accompagnano spesso con l’airone. Tra le numerose specie di pennuti di De Muy, si può avvistare il raro falco pescatore (Pandion haliaetus) e il gufo di palude (Asio flammeus). All’estremo nord dell’isola si trova la riserva De Eyerlandse Duiden: letteralmente ‘le dune della terra delle uova’, perché nel Settecento nell’isolotto di Eyerland (all’epoca staccato da Texel) squadre di 6 o 7 uomini raccoglievano fino a 30.000 uova di uccelli per stagione, che vendevano ai pasticceri di Amsterdam. Tra le bianchissime dune di Eyerland si incontrano gabbiano reale, volpoca (Tadorna tadorna), gavina (Larus canus) e una moltitudine di chiurli (Numenius arquata) che frugano la sabbia con il loro becco ricurvo.


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28/06/2011